Dar nuova vita agli oggetti

Al giorno d’oggi risulta in generale molto più semplice, e a volte anche più economico, buttare ciò che è rotto o anche solo vecchio e rimpiazzarlo con qualcosa di nuovo. Un tempo non era così. I vestiti venivano rammendati innumerevoli volte, con innumerabile cura, gli elettrodomestici riparati al meglio per durare il più a lungo possibile, gli oggetti più vari – ormai non più utilizzabili – destinati ad altro. Non era solo una questione economica ma anche un modo, diverso, di vedere e vivere le cose.

Ora sembra che la tendenza si stia invertendo, più per consapevolezza che per necessità. Siamo testimoni, quindi, di un ritorno al passato in chiave moderna.

In Svezia è stato varato un provvedimento per il quale si pagano meno Iva e tasse se si riparano oggetti vecchi invece di sostituirli con altri nuovi. Una scelta che porterà alla creazione di posti di lavoro e, grazie al minor consumo, alla riduzione dell’inquinamento.

In Italia sono stati aperti alcuni Repair Café. Nati in Olanda e diffusisi poi in altri Paesi, sono luoghi dove è possibile portare un elettrodomestico (o altro) rotto e trovare qualcuno che lo aggiusti o che insegni a farlo da sé. Il tutto fra una chiacchiera e l’altra. Un modo quindi per riappropriarsi della tradizione del recupero e per non perdere l’arte del saper aggiustare le cose, ridar vita al vecchio trasformandolo magari in qualcosa di nuovo.

Riparare o cestinare, che scelta fate di solito? Ci sono oggetti che – una volta rotti - siete riusciti ad aggiustare e ad utilizzare ancora per lungo tempo o ai quali avete saputo dare, in modo creativo, una nuova vita?